lunedì 30 maggio 2011

Tempi bui.

E' la stessa nuvola di gas delle esplosioni nucleari, mi sento soffocare, mi sento annaspare per riprendere qualche grammo d'aria. E' la stessa confusione e senso di smarrimento tra i vicoli di Venezia di quando avevo cinque anni, mentre mi spiegavano che in quell'acqua non ci si poteva tuffare. E' perdersi nella calligrafia elegante di Leopardi  mentre scriveva di Silvia da una finestra, pieno di errori e cancellature, sbavature e inchiostro, ascoltando la guida dirmi che in fondo neanche lui era perfetto. E' sentire il senso di vuoto guardando i titoli di coda del tuo film preferito, con la colonna sonora che sembra accarezzarti la pelle con gli occhi, le parole ed andare via come è nostro solito fare. E' come il catrame della sigaretta che i inquina i polmoni in mancanza di piatti da rompere, urla da sbattere contro il cielo. vorrei tutti i miei problemi salissero su e diventassero fuochi d'artificio, è come quando mi dici che sarà meglio così. E' sentirsi completamente priva di forze dopo aver buttato via la cena, con la testa che gira e gli occhi gonfi di lacrime trasparenti, avrei voluto darti il meglio di me, avrei voluto portarti viaa, in un posto dove non c'era nulla di diverso da me e te. E' guardare il cielo e cercare un appiglio, qualcosa che mi faccia sentire meno distante da te, più vicino a me stessa, ad un noi dal futuro improbabile, dall'esito perennemente negativo da mesi ormai. E' scrivere di te ossessivamente, direttamente proporzionale al modo in cui ti penso. E' guardarti e non sapere mai se mi dici la verità, se davvero per te niente ha senso, come le nostre notti a dormire insieme, le nostre bolle di sapone e tu che mi dicevi che sono bella. Sono i miei tempi bui, stanotte e domattina, con te che lasci sempre scia, sopra di me, vicino a me, sul mio cuscino, sul mio letto c'è ancora la forma del tuo corpo, piccolo difetto del mio materasso. Vorrei tu fossi qui, a tenermi la mano, ad andare lontano, a dirmi che erano solo stupide parole che mi tornano in testa come proiettili, che non mi fanno morire, mi lasciano la polvere da sparo sulle labbra.
Torna da me.
Almeno un'ora.

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