lunedì 21 marzo 2011
Presente indicativo, prima persona plurale: noi siamo .
Noi siamo la cosa più bella del mondo . Cià amore, qua posso scriverti senza pensarci due volte, pensandoti ventiquatto ore al giorno, è bello, quanto mi sei mancato neanche lo sai, ti ho sempre paragonato ad un bambino, al mio bambino a cui ho tenuto la mano, ma poi si tende ad odiare chi troppo amore ci da, e sai ero convinta che quella mano tu non l'avresti ripresa mai. Quanto c'hai messo a capire tutto? A capire che eravamo di più di un monologo di parole velenose? Troppo . Noi siamo un cubo di rubik di tutti i colori dell'arcobaleno. Oggi ti ho pensato fin a consumarmi, come una ragazzina al suo primo bacio, come la prima volta, come il primo ti amo appena sussurrato. Fondamentalmente era un amore che avevamo sempre scansato, un amore segreto, stupido e infantile, o almeno così l'ho sempre giustificato, ma poi è passato il tempo e le persone, ci siamo detti addio troppe ed innumerevoli volte soltanto per rincorrerci come si fa in stazione sulle pellicole bianco-nere. Quanto sei bello neanche lo sai amore mio, come mi manca chiamarti così, ho detto che avrei smesso d'amarti, ho detto che era tutto finito, era un autoconvincersi lesionista, mi faceva male giocare a far l'amica, c'erano così tante persone a prendersi cura di te che mi sentivo uno stupido, minuscolo, puntino in mezzo all'universo. Mi piace scriverti chilometriche lettere d'amore, e questa parola sembra non spaventarmi più, sarà egocentrismo o presunzione, ma mi fa star bene soltanto pensare che tu sei qua con me stanotte, che a modo tuo mi ami almeno un po', è come aver trovato un pezzo di cielo che mi mancava, è come quando ti accorgi che la stella polare non è poi la più luminosa guardando gli occhi della persona che ami, è una sensazione strana che non provavo da un po', una sensazione che è tornata dopo che questo noi l'avevamo messo in standbye. Mi sono innamorata di quel ragazzo spaventato dal mondo, quello che non ricordava neanche cosa fosse l'amore, poi pian piano l'ha capito e il nostro, no, il nostro non l'ha mai accettato. Sei cresciuto, e forse io con te, credo l'amore sia anche questione di maturità, e forse non son capace ancora di dire quanto grande sia, forse mi servirà tutta la vita per capirlo, ma per adesso, questa prima persona plurale è l'unica che mi calzi a pennello. Mi son ripetuta che il film non eravamo io e te, io ero soltanto la scenografia, adesso per la prima volta, mi sento protagonista, e ho capito che forse tutti quegli 'amori' là, erano solo comparse per mettere un po' di gente tra me e te. Sei quello che mi completa, ho letto una volta in filosofia, che originariamente erano tre le specie umane: gli uomini che venivano dal sole, le donne dalla terra, e gli androgeni che venivano dalla luna e accomunavano entrambi; poi si sono uniti e son diventati superbi, volevano arrivare ad essere Dio, questo li punì e li divise, da lì in poi ognuno è alla disperata ricerca dell'altra parte che si sa non c'è sole senza luna. Non mi piace pensarci come sole e luna, come olio e acqua, mi piace pensarci come zucchero e caffè, come labbra e pelle, anche se in realtà fondamentalmente mi piace pensarci, ovunque e da nessuna parte, nel tuo letto o nei vicoli di Londra. Mi sono innamorata di te, e stavolta l'ho fatto davvero, stavolta lo faccio sul serio. All'inizio ho fatto l'indifferente, che si sa, come una bomba atomica immediatamente dopo l'esplosione, non si sente nulla, solo un forte rumore, poi poco dopo, non puoi fare a meno di renderti conto di quanto grande sia, beh l'amore, il tuo è come la bomba atomica. Non sono brava a dirti ogni giorno quello che penso, son più brava a scriverlo di notte in silenzio, ma sai, amore mio, sei la cosa più dolce e bella che io abbia mai, anche se solo in parte, avuto. Vorrei dirti grazie di tante cose, ma mi limito a dirti, grazie per essere qua, grazie, dell'amore che mi dai .
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