domenica 5 dicembre 2010

Era un amore rock .

C'avevamo canzoni tristi nella spina dorsale, amore in polvere nei polmoni, acido verde nelle vene, veleno nel cuore. Eravamo senza neanche esistere, esistevamo senza neanche vivere. Ogni giorno faceva male ad entrambi, era un lasciarsi pian piano senza neanche accorgersene, le labbra si chiudevano, le mani si allontanavano, gli occhi manco piangevano tanto ogni cosa di noi andava via, ogni giorno erano centimetri, metri, chilometri, e oceani a dividerci, quelli che inizialmente non sentivamo; o semplicemente ogni giorno erano persone, amori su cui potevi contare, promesse che volavano via più leggere delle parole a cui aggrapparsi. Non c'erano più sigarette, non c'era più birra, solo gelosie autodistruttive, illusioni gratuite e un mucchio di macerie. E alla fine 'ognuno è artefice del proprio destino' così man detto, tanto che respiro ancora, tanto che sto zitta e il mio male lo tengo solo per me. Maledetta me.  Era strano, era un amore alternativo, un amore rock. Un amore dagli assoli di chitarra troppo forti per i nostri timpani, dalle distorsioni troppo acute per il nostro cuore, era un amore alternativo, un amore punk, rock, un amore vintage, bastardo, un amore di parolacce ed anarchie reciproche .
E saremmo andati bene per gli anni settanta, cantando i sex pistols per le strade di londra, morendo d'amore come Sid Vicious e Nancy, intossicandoci a vicenda fino a collassare l'uni dell'altro .

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